▪ impianto radiante a pavimento

L’impianto di riscaldamento a pavimento veniva utilizzato già al tempo dei romani, logicamente con sistemi diversi dagli attuali, veniva realizzato un focolare interrato, i cui fumi caldi erano convogliati attraverso un sistema di intercapedini sotto pavimento nelle stanze dell’abitazione.
Verso il 1950 si iniziarono a vedere i primi impianti di riscaldamento a pavimento che sfruttavano acqua calda all’interno di tubi annegati nel pavimento; purtroppo lo scarso isolamento degli edifici, le elevate temperature del liquido scaldante e la mancanza di sistemi di regolazione adeguati fecero accantonare questa tipologia di impianto per parecchio tempo.
Negli anni ’70 la crisi energetica e l’emanazione di Leggi Europee sull’isolamento termico resero possibile il ritorno a questo tipo di riscaldamento. Le svariate soluzioni impiantistiche disponibili ne permettono la massima flessibilità ed adattabilità ad ogni tipo di edificio ed esigenza costruttiva, inoltre l’utilizzo di fluido termovettore a bassa temperatura unito alla particolare stratificazione del calore negli ambienti si traduce in un importante risparmio di energia.
L’impianto di riscaldamento a pavimento evita la formazione di zone umide a pavimento e quindi non si generano le condizioni per la formazione di acari e batteri e non si formano muffe sulle pareti.
L’impianto di riscaldamento è praticamente invisibile, vi è quindi la totale libertà nell’arredamento dei locali, soprattutto nel caso di edifici di importanza architettonica ed artistica, dove l’inalterabilità degli ambienti è un requisito essenziale. Eliminando il problema delle condense e delle muffe, non vi è il degrado degli intonaci dei pavimenti in legno e dei serramenti.
Gli impianti a pannelli radianti, rispetto a quelli di riscaldamento tradizionale, a parità di temperatura ambiente, consentono un risparmio energetico medio superiore di circa il 20%. I motivi di questo risparmio considerevole dipendono dal fatto che l’elevata superficie scambiante costituita dal pavimento fa si che si possa riscaldare con basse temperature del fluido termovettore. Questo rende conveniente l’uso di sorgenti di calore la cui resa aumenta al diminuire dalla temperatura richiesta (pompe di calore, caldaie a condensazione, pannelli solari, sistemi di recupero del calore etc)
Il sistema di riscaldamento a pavimento è caratterizzato dalla presenza (richiesto dalla normativa UNI EN 1264) di uno strato isolante di supporto alle serpentine. Lo strato isolante può essere realizzato con pannelli sagomati o pannelli lisci con
spessori minimi di circa 20 mm. La funzione dell’isolamento oltre che quella di supporto meccanico per il tubo è anche quella di isolamento termico verso gli ambienti sottostanti e di riduzione dell’inerzia termica dell’impianto.

impianto tradizionale - L’impianto di riscaldamento tradizionale usa l'acqua calda per il trasporto del calore, in genere include:

* Sistema di alimentazione della caldaia (tubi del gas, eventuale magazzino o serbatoio del combustibile)
* Sistema di scarico della caldaia (canne fumarie, scarichi e sfiati)
* Sistema di circolazione dell'acqua calda: tubi, valvole, bypass, etc
* Pompa che fa circolare l'acqua calda in un sistema chiuso a pressione. Nel caso di impianto a circolazione naturale la pompa non è presente.
* Caloriferi: pannelli a circolazione d'acqua, che trasferiscono il calore dell'acqua all'ambiente circostante. Il circuito dell'acqua verso i caloriferi può essere:
* Monotubo: un anello unico, che ad ogni radiatore ha una valvola a tre vie, con un ingresso, un ritorno verso l'anello e una derivazione verso il radiatore. Questa valvola può essere più o meno aperta verso il radiatore, ma non deve interrompere la circolazione dell'acqua nell'anello.
* Bitubo: ad ogni radiatore arrivano due tubi, da cui si ottengono due derivazioni (T), uno per l'andata, l'altro per il ritorno. La valvola al radiatore è a due vie, e determina la quantità dell'acqua che va al radiatore. Se è chiusa l'acqua continua a circolare fino all'ultimo radiatore dove il tubo dell'andata si chiude sul ritorno.
La temperatura dell'acqua nei radiatori deve essere in genere superiore ai 50 gradi centigradi.

▪ impianto in Pompa di Calore

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